Paglione Azienda Agricola è una realtà agricola familiare nata a Lucera nel 1994.
Qui il vino nasce da una scelta precisa: coltivare in biologico, valorizzare i vitigni
autoctoni dell’Alta Puglia e custodire un patrimonio di saperi contadini
che si intreccia con quello di una famiglia che ha trasformato l’esperienza
in un progetto coerente e riconoscibile.
Paglione Azienda Agricola è una realtà agricola familiare nata a Lucera nel 1994.
Qui il vino nasce da una scelta precisa: coltivare in biologico, valorizzare i vitigni autoctoni dell’Alta Puglia e custodire un patrimonio di saperi contadini che si intreccia con quello di una famiglia che ha trasformato l’esperienza in un progetto coerente e riconoscibile.
La storia di Paglione inizia con Beniamino Faccilongo e Maria Costanza, che nel 1994 scelgono di convertire l’azienda di famiglia al biologico dopo aver visto gli effetti dell’agricoltura intensiva sul territorio.
È un passaggio nato dalla convinzione che, per produrre bene, bisogna prima di tutto rispettare la terra e imparare a leggerla nel tempo.
Oggi questo percorso continua con Nicola Faccilongo, che porta avanti il lavoro di famiglia facendo dialogare tradizione e un metodo più contemporaneo.
Accanto a lui restano centrali il patrimonio di saperi tramandati, la presenza simbolica di Nonno Nicola e il contributo di chi, in vigna e in cantina, interpreta ogni giorno questo metodo con attenzione e responsabilità.
Paglione è così una storia familiare che continua a evolvere senza perdere il proprio centro.
Metodo
Per noi fare vino significa togliere il superfluo e lasciare spazio a ciò che conta davvero: uva, terra, tempo e lavoro. Un approccio agricolo e artigianale, essenziale ma rigoroso, che parte dal vigneto e continua in cantina con interventi minimi.
Il nostro metodo nasce dalla conoscenza della terra e dalla volontà di conservarne fertilità ed equilibrio. I vigneti sono coltivati in agricoltura biologica, all’interno di un paesaggio agricolo fatto di vigne, grano, ulivi, mandorli e pomodori. In questo ecosistema ogni scelta ha l’obiettivo di rispettare il suolo, accompagnare i ritmi naturali della vite e preservare la biodiversità del territorio.
Si coltivano solo varietà che appartengono alla storia vitivinicola del nord della Puglia: Nero di Troia, Montepulciano, Sangiovese, Bombino Bianco, Malvasia Bianca e Trebbiano. In cantina, la stessa idea di essenzialità guida tutto il lavoro: fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, nessuna chiarifica, nessuna filtrazione, nessun intervento non necessario. Ogni vino prende forma con un’identità propria, frutto dell’annata, delle uve e di una lavorazione artigianale attenta ma non invasiva.
Territorio
Ci troviamo a Lucera, in Daunia, nel nord della Puglia: una terra agricola e storica, segnata dall’incontro
tra paesaggi, culture e tradizioni produttive. È qui che nasce il nostro vino, all’interno di un territorio che
conserva una forte identità storico-culturale e una lunga memoria vitivinicola
I vigneti si estendono nell’agro di Lucera, tra il Tavoliere delle Puglie e il Subappennino Dauno, a 191 metri sul livello del mare. È un contesto agricolo fatto di grandi distese coltivate, suoli calcarei e una forte convivenza tra colture diverse, che contribuisce a definire il carattere del paesaggio e della produzione. In Daunia la vite non è mai isolata: fa parte di un sistema più ampio, storico e agricolo. Dentro questa geografia trova una delle sue espressioni più significative il Nero di Troia, vitigno profondamente legato alla Puglia settentrionale e alla memoria vitivinicola della Daunia. Il nome richiama l’antica città di Troia, non lontana da Lucera, ma anche un immaginario più ampio, fatto di transiti, dominazioni e stratificazioni culturali che hanno attraversato per secoli questa parte di Puglia. È un’uva identitaria, capace di restituire nel calice la natura austera e luminosa del territorio.
Cacc’e Mmitte DOC di Lucera
Il Cacc’e Mmitte è la denominazione più emblematica dell’area di Lucera.
Il suo nome richiama un antico sistema condiviso di vinificazione, nato quando i viticoltori utilizzavano i palmenti in successione rapida, “togliendo” (cacc) e “mettendo” (mitt) uve e mosto.
Ancora oggi questo vino rappresenta un’eredità viva del territorio: un blend
identitario, profondamente legato alla tradizione locale e alla cultura contadina della Daunia
Cacc’e Mmitte DOC di Lucera è una denominazione registrata nel 1975, la cui zona di produzione ricomprende l’area in agro di Lucera, Troia e Biccari, ai piedi dei monti
dell’Appennino meridionale, in provincia di Foggia.
In tempi in cui non tutti i viticoltori possedevano cantine attrezzate per la vinificazione, era uso affittare dai tenutari delle masserie i palmenti. L’affitto durava una sola giornata e per questo motivo si raccoglievano le diverse varietà di uve contemporaneamente e venivano poi pigiate insieme all’interno di queste grandi vasche in pietra.
Da disciplinare, le varietà ammesse sono:
- Nero di Troia, dal 35 al 60%
- Montepulciano, Sangiovese e Malvasia Nera di Brindisi, soli o congiuntamente, dal 25 al 35 %
- Trebbiano Toscano, Bombino Bianco e Malvasia del Chianti, da soli o congiuntamente, dal 15 al 30%
Storie di Vini
Cinque vini, un’unica visione:
raccontare Lucera e la Daunia attraverso vitigni autoctoni, lavorazioni artigianali e interpretazioni che uniscono memoria, territorio e libertà espressiva.
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Dilucēre
Il dilucolo dell’alba
Spezza il buio della notte e irradia di chiarezza e luminosità la nostra terra alla prima luce del mattino. Quella stessa aura che fece innamorare Federico II: “Se il Signore avesse conosciuto questa piana di Puglia, luce dei miei occhi, si sarebbe fermato a vivere qui”.
“Dilucere” – dal latino: essere chiaro, divenire manifesto – porta con sé un omaggio alla nostra essenza che diventa nettare prelibato. Il suo colore intenso nel calice rimanda alle suggestioni dell’estate, alle lunghe giornate assolate tra le basole e i rosoni della città di Lucera, tra le architetture di pietra chiara, tra le vigne e le geometrie dei gialli campi di grano, fin giù alle spume bianche delle coste del Gargano.All’esame visivo si presenta di colore giallo paglierino con riflessi verdolini. Al naso é netto, profumato e con sentori di pesca, rosa e con un finale agrumato. La fase gustativa evidenzia, freschezza, sapidità e persistenza. La sua eleganza lo rende un vino estremamente versatile che si presta a aperitivi, primi piatti di pesce e verdure, carni bianche.
DOWNLOADIGT Daunia Bianco
Vitigni
Bombino Bianco – Malvasia Bianca
Fermentazione Alcolica
Spontanea, in acciaio inox a 18-20°
Affinamento
6 mesi in cisterna inox
Alcol
12%
Temperatura di servizio
10°-12° C
SCHEDA -
L’Eclettico
Nomen Omen
Eclettico è colui che nelle arti e nelle scienze trae elementi da opinioni, generi e scuole diverse per armonizzarle in una nuova sintesi, così “L’eclettico” è la sintesi tra l’intuizione e la scienza vitivinicola: nel passato era consuetudine per chi la cantina l’aveva in casa, al fine di garantire maggiore durata ai vini bianchi, farli “cuocere”, procedere cioè alla vinificazione in rosso con macerazione lunga sulle bucce. Oggi, sorso dopo sorso, si scopre un vino che non si presta a un’univoca interpretazione per la sua insita versatilità e capacità di prestarsi grazie a un processo di vinificazione antico ma lontano dagli standard a nuovi e moderni linguaggi.
“L’eclettico” si presenta di colore giallo paglierino con riflessi dorati, leggermente velato per mancanza di filtrazione; in fase olfattiva evidenzia un forte sentore di frutta matura, con una lieve sensazione di pietra focaia. Al palato si presenta corposo, con una discreta acidità che è supportata da una spiccata sapidità; questo ne identifica un grande livello di abbinabilità.
DOWNLOADOrange Wine
Vitigni
Bombino Bianco – Malvasia Bianca
Fermentazione Alcolica
Spontanea, in acciaio inox con macerazione sulle bucce per circa 8/10 giorni a temperatura controllata di 18-20 °C
Affinamento
8 mesi in cisterna inox e 8 mesi in bottiglia. Non filtrato, non stabilizzato
Alcol
12,5%
Temperatura di servizio
13°-15° C
SCHEDA -
Mania
Ridisegnare i ricordi
Karl Jasper descrive la “mania” come una “traboccante allegria ed euforia primaria, in cui le cose, il mondo, l’avvenire appaiono nella luce più rosea”. In queste parole ritroviamo tutto il carattere e l’entusiasmo che ha accompagnato l’intuizione di questo vino. Si parte da un ricordo, di un colore rubino ma trasparente, un sapore deciso ma di compagnia: è il cacc’e mmitte. Quello autentico, quello di una volta. Più vicino a un rosato che ad un rosso. L’idea è riproporlo, con una formula nuova, smussando le contraddizioni ed evolvendolo come ogni sperimentazione richiede. Il risultato è un rosato dalle mille sfumature, che ricorda l’estate e tutto l’entusiasmo che essa sa suscitare.
Mania si presenta di colore rosa chiaretto. Sul piano olfattivo evidenzia una delicata nota di ciliegia sotto spirito con una punta speziata e un finale floreale. Dal punto di vista gustativo offre freschezza e un giusto equilibrio tra sapidità, struttura e rotondità. Finale persistente e dolce.
DOWNLOADVino Rosato
Vitigni
Nero di Troia – Sangiovese – Montepulciano – Bombino Bianco
Fermentazione Alcolica
Spontanea, in acciaio inox con macerazione breve sulle bucce
Affinamento
8 mesi in cisterna di acciaio inox. Non filtrato, non stabilizzato.
Alcol
13%
Temperatura di servizio
8°-10° C
SCHEDA -
Caporale
Nonno Nicola
Classe 1930, è prima di tutto contadino, ma è anche il nonno di tutti coloro che varcano la soglia dell’azienda Paglione. “Ariopp, Ariopp” è il suo mantra imparato da adolescente, traslitterazione del “Hurry up” che sentiva pronunciare dai soldati americani giunti a Foggia e Lucera al termine della Seconda Guerra Mondiale. Entrato in vigna per la prima volta a 13 anni, da allora non ha mai smesso di disegnare i profili e le geometrie delle campagne intorno la città di Lucera. Nonno Nicola, che produceva il suo Cacc’e Mmitte prima ancora del riconoscimento della Doc, al pari di un’enciclopedia conserva fonti e memorie storiche dal valore inestimabile. Il “Caporale” è simile a lui. Deciso, schietto e amante della conversazione.
Le varietà presenti sono Nero di Troia, Montepulciano e Bombino Bianco, in quantità proporzionali a quanto richiesto dal disciplinare della Doc Cacc’e Mmitte di Lucera. Il “Caporale” presenta un colore rosso rubino intenso con leggeri riflessi granati. Al naso è delicato, pulito e fruttato con sentori di lampone, prugna, mora e un finale speziato. In bocca è fresco, nonostante la sua nota alcolica, mediamente fruttato e di facile beva
DOWNLOADCacc’e Mmitte di Lucera DOC
Vitigni
Nero di Troia – Montepulciano – Bombino Bianco
Fermentazione Alcolica
Spontanea, in cisterna di acciaio inox con macerazione sulle bucce per 12/15 giorni a 24/26 °C
Affinamento
6 mesi in cisterna di acciaio inox, 4 mesi in bottiglia. Non filtrato, non stabilizzato.
Alcol
14,5%
Temperatura di servizio
8°-20° C
SCHEDA -
SantaJusta
“SantaJusta pensaci tu!”
E’ l’invocazione che giungeva all’eroe mentre riposava sotto la grande quercia dopo le sue battaglie durante l’assedio di Lucera da parte di Carlo I d’Angiò. SantaJusta, ribelle e fuorilegge, impavido e valoroso, parteggiava e lottava per la libertà. Come ogni eroe della cultura popolare, tra mito e leggenda, l’immaginario di SantaJusta si muove lungo la storia assurgendo ad archetipo di giustizia. Simbolo della rivolta, di un atto di rovesciamento nei confronti del potere, del denaro, della famiglia, in cui tutto è concesso se il fine è sovvertire la regola a favore di popolo. Questo vino diventa così un tributo alla sua storia, per una delle denominazioni più rappresentative e taciute del nostro territorio, ma è anche un tributo a chi non accetta supinamente di soccombere – alle avversità, alla fatica, alla perdita, al dolore – ma resiste. Resiste e lotta.
All’esame visivo SantaJusta si presenta di un bel rosso rubino intenso con riflessi granati, strutturato e untuoso nel bicchiere. Sul piano olfattivo presenta profumi decisamente fruttati di mora, prugna e melograno. Il finale è speziato con sentori di pepe nero e chiodi di garofano; conclude con una leggera tostatura derivante dall’affinamento in legno. Al palato si presenta caldo, secco e corposo con una trama tannica marcata ed elegante.
DOWNLOADNero di Troia IGP
Vitigni
Nero di Troia
Fermentazione Alcolica
Spontanea, in cisterna di acciaio inox con macerazione sulle bucce per 20 giorni a 24/26 °C
Affinamento
24 mesi in tonneau di rovere francese di secondo passaggio e 12 mesi in bottiglia. Non filtrato, non stabilizzato.
Alcol
14%
Temperatura di servizio
18°-20° C
SCHEDA